The Next Day è il nuovo album di David Bowie, un lavoro dal quale stiamo ascoltando i singoli estratti già da qualche settimana.
Chi non è un accanito fan di Bowie o non è abituato alle sue melodie e ai suoi suoni, potrebbe aver bisogno di più di un ascolto per apprezzare fino in fondo questo disco, ma se si conosce la sua storia e i suoi lavori, The Next Day rispecchia lo stile di sempre, seppur rinnovato nelle sonorità.
Il colore dei suoni, l’ambiente creato dalle melodie all’interno di arrangiamenti in alcuni casi davvero poco tradizionali, come dopotutto David ha sempre amato fare, rende il disco un’occasione per trasferirsi temporaneamente in un luogo inventato appositamente per chi ascolta questo disco: un luogo mutevole, come ci ha sempre abituato, pieno di momenti diversi l’uno dall’altro, ma che sono tutti comunicanti e interlacciati tra di loro, un luogo affascinante nel quale non bisogna farsi troppe domande ma dove si possono trovare risposte.
Ancora una volta il lavoro di un artista che alcuni definiscono vecchio riesce a rinnovare l’immagine dello stesso e mantenerla affascinante e al centro di un universo che non sarebbe mai esistito se non fosse stato per quello che David Bowie ha dato alla musica a livello mondiale.